Impatto Zero - Civico 2 - Cappotto isolante

Un edificio ad energia quasi zero o nZEB, come viene spesso indicato usando un acronico, è lo standard di edificio adottato dalla Comunità Europea e dall’Italia, che diventerà obbligatorio nel giro di pochissimi anni. Si tratta di un modello di edificio con un ridottissimo fabbisogno di energia per: riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda, ventilazione ed illuminazione.

Il suo involucro è simile ad un thermos per il the: se ci metti dentro del the caldo rimane caldo, se ci metti dentro del the freddo rimane freddo.

Per ottenere questo risultato il suo involucro deve essere estremamente isolato, privo di ponti termici ed avere un’ottima tenuta all’aria.

Quanto isolato? Dipende dal contesto climatico in cui l’edificio si trova, dalla sua forma e dal suo orientamento. Possiamo azzardarci a dire che, in pianura padana, un edificio compatto e con il suo asse principale esposto a sud può avere un isolamento dai 20 ai 30 cm di spessore, a seconda del tipo di isolante scelto, e della disponibilità di finestre sulla facciata sud. Le finestre? Si, le finestre!

Le finestre sono il motore dell’edificio ad energia zero ed il sole è la sua benzina.

Interno casa in legno - Civico 2 - Impatto Zero

 

Dalle finestre entra l’energia che riscalda d’inverno il nostro edificio e la luce naturale, che rende piacevole il soggiorno negli ambienti interni. Ma il sole entra anche in estate, surriscaldando l’edificio e provocando abbagliamento. Infatti alle finestre occorre sempre abbinare un sistema di schermatura solare, posto esternamente agli infissi, per modulare l’ingresso del calore e della luce.

Bisogna calibrare apporti solari e schermature in modo da ottenere un bilancio termico ottimale in inverno come in estate e garantire il comfort visivo.

L’involucro di una casa ad energia zero deve essere isolato su tutti i lati, anche contro il terreno. Si isolano le fondazioni, i muri esterni, il tetto, si eliminano o si disaccoppiano termicamente i balconi e le pensiline, si scelgono infissi con telai dotati di taglio termico e tripli vetri con distanziali basso-emissivi, che evitano la formazione di condensa sul bordo tra vetro e telaio. Ma soprattutto occorre ridurre a zero i ponti termici.

In un involucro ben isolato un punto non isolato provoca una fuoriuscita veloce e puntuale del calore ed un forte abbassamento della temperatura interna che comporta la formazione di condensa e muffa.

Impatto Zero - Civico 2 - posa del cappotto isolante

 

Per questo motivo in un edificio nZEb debbono essere progettati tutti i punti nei quali l’involucro si piega o cambia di materiale, in modo da evitare perdita di energia ma soprattutto la formazione di condensa superficiale o interstiziale, che porterebbero velocemente alla formazione di muffe e renderebbero insalubri i locali.

Risparmiare energia è importante come ridurre le emissioni di CO2 nell’ambiente causate dall’edificio ma un edificio nZEB deve anche essere un edificio confortevole e salubre, in grado di raggiungere elevati livelli di qualità dell’aria interna.

Non ha senso il risparmio energetico senza comfort termico, visivo, acustico e qualità dell’aria interna.

In un edificio ad energia zero c’è sempre una macchina di ventilazione meccanica controllata (VMC), che serve per garantire la qualità dell’aria interna e per ridurre le perdite di calore per ventilazione.

Questo non vuole dire che non si possano aprire le finestre, anzi, in inverno un po’ d’aria esterna ci porta un po’ di umidità all’interno di un edificio anche troppo asciutto. Con la VMC viene filtrata sia l’aria interna che quella esterna, bloccando nei filtri gli inquinanti esterni ed interni, la polvere e gli allergeni.

 

Progetto esecutivo - Civico 2 - Impatto Zero

 

Il fabbisogno energetico di un edificio nZEB viene fornito interamente o quasi interamente mediante fonti di energia rinnovabile. Fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermia, pompe di calore di ogni tipo, sono il necessario corredo di questi nuovi edifici.

Ma chi ti fa risparmiare non sono loro ma l’involucro del tuo edificio. In un edificio nZEB l’impiantistica deve essere ridotta ai minimi termini. Serve per produrre l’acqua calda e fornire quel tanto di riscaldamento e raffrescamento che ancora serve e per fornire energia elettrica alla ventilazione al sistema di illuminazione, ed agli elettrodomestici.

In un edificio nZEB quello che investi nell’involucro lo devi risparmiare negli impianti.

L’involucro, al contrario degli impianti, non manda a casa una fattura tutti i mesi, con costi di energia in aumento costante, accise ed iva. Un involucro lo paghi una volta sola e poi è tuo. Fa il suo lavoro tutti i giorni e non ti chiede nient’altro in cambio che un po’ di manutenzione nel tempo.

 

Impatto Zero - Civico 2 -

 

Se poi con il nostro impianto di produzione di energia rinnovabile produciamo più energia di quella che consumiamo il nostro edificio diventa un edificio a guadagno energetico, e l’energia in eccesso la possiamo vendere in rete.

La casa di Enzo e Sara sta diventando sempre più concretamente la casa dei sogni che tutti noi vorremmo avere.

Ti aspettiamo alla prossima puntata!

Architetto legato ai temi della progettazione urbana e della bioedilizia, si è specializzato nella progettazione e realizzazione di case ad energia zero e EnergyPlus, unendo le competenze progettuali alla pratica di cantiere. Si occupa di Energy Modeling, Daylighting e Lighting Design, simulazioni CFD, acustica e progettazione BIM. Si occupa di formazione sulla simulazione dinamica con Tas Engineering, Systems ed Ambiens, sulla progettazione BIM e sul Rendering con AECOsim Building Designer.